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MASSA/CARRARA   

       

Carrara,di solito non viene inclusa nei tour delle città d'arte come succedeva fino a 5/6 anni fa per Lucca, a differenza di Firenze Siena e Pisa, che hanno avuto sempre moltissima promozione:Ma se volete fare una gita culturale di notevole interesse non potete non visitarla.Vi diamo qualche info (raccolta su siti dedicati a questa bella e poco considerata città a due passi dalla Versilia )   

L’escursione suggerita parte da piazza Matteotti, centro dell’attività ottocentesca, racchiusa tra palazzi dell’epoca tra i quali domina il Politeama Giuseppe Verdi (1892), sui lati della piazza si possono ammirare le riproduzioni del Cavallino di Arturo Dazzi e del Porcellino o Cinghiale di Pietro Tacca (l’originale si trova a Firenze, davanti alla Loggia dei Mercanti).

Dalla piazza si segue in direzione nord-est la pedonale via Roma che raggiunge il nucleo della città più antica, all’incrocio con via Verdi si nota il palazzo dell’Accademia di Belle Arti. Residenza dei Cybo Malaspina, signori di Carrara e di Massa, voluta da Alberico I Cybo. La costruzione ingloba il precedente castello medievale, del quale rimane ancora il mastio (restaurato), il corpo cinquecentesco è stato ampliato e trasformato a più riprese nei secoli XVII e XVIII secolo. Nel 1805 il palazzo diventa sede dell’Accademia di Belle Arti su donazione di Elisa Napoleone Baciocchi,  si deve invece l’istituzione dell’Accademia a Maria Teresa Cybo Malaspina d’Este (1769).

Davanti al palazzo è il monumento a Pietro Tacca, scultore carrarese, di Carlo Fontana, sulla destra la Piazza Gramsci , un tempo Piazza d’Armi e giardino del Principe, adibita a giardino pubblico nell’Ottocento, è ornata da una fontana e da alcuni monumenti: al sindacalista anarchico Meschi di Pietro Nelli; a Pellegrino Rossi e al filosofo Angelo Pelliccia.

Scendendo una scalinata si raggiunge la chiesa del Suffragio, eretta su disegno di Innocenzo Bergamini nei primi dell’Ottocento, con pianta a croce latina sormontata da cupola. La facciata è caratterizzata da un grande portale barocco in marmo bianco, su cui poggia un altorilievo raffiguranti le Anime Purganti. La chiesa è oggi sconsacrata ed ospita al proprio interno mostre ed esposizioni temporanee. Percorrendo la strada lungo il muraglione di Piazza Gramsci, si raggiunge piazza dell’Accademia, al centro il monumento a Mazzini (1892), sulla destra il settecentesco palazzo Rosso, antica sede dell’Accademia. Nella parte bassa della piazza sta la seicentesca chiesa del Carmine, sul cui portale è una Madonna col Bambino di Bartolomeo Ordoñez. La chiesa fu costruita tra il Cinquecento e il Seicento, nell’interno si notano l’altare maggiore, dedicato alla Vergine del Carmelo (in marmi policromi con dipinto del XVI secolo) e l’altare dedicato a S. Maria Maddalena dei Pazzi (XVI secolo).

Di fronte alla chiesa del Carmine, è via S. Maria, tra le più antiche e caratteristiche strade della città medievale, tra le case antiche  da notare, a sinistra del numero 14, quella di Emanuele Repetti,  che secondo la tradizione fu abitata da Petrarca nel 1343, ha la facciata in marmo e riporta diversi bassorilievi medievali tra i quali lo stemma di Carrara (la ruota), proprio per questo si ritiene che l’edificio fu sede del primo Comune (secolo XIII). Percorrendo la strada medievale si raggiunge la  a sinistra la piazza del Duomo, dove è collocata fontana con la statua raffigurante Andrea Doria nelle sembianze di Nettuno, opera incompiuta di Baccio Bandinelli.

Intitolato a S. Andrea Apostolo, il Duomo di Carrara è caratterizzato da un impianto romanico sul quale si sono aggiunti elementi gotici. Costruito dall’XI al XIV secolo interamente in marmi apuani, con varie influenze toscane e lombardo-parmensi. Le parti più antiche dell’edificio, risalenti alla fine dell’XI secolo, sono alcune sculture e il portale con i capitelli. Alla seconda fase costruttiva (metà del XII secolo) in stile romanico, appartiene il colonnato interno e le parti basse della facciata e delle pareti laterali. La parte superiore della facciata risale al XIV secolo, in stile gotico, caratterizzata da un grande rosone centrale e da un pregevole loggiato ad archi scalati. La pianta rettangolare con abside semicircolare ha un impianto a tre navate, con la parte centrale più alta. L’interno molto suggestivo, presenta opere di notevole pregio artistico.

Davanti alla facciata del Duomo, inizia via Ghibellina, che arriva nella storica piazza Alberica, prendendo un viottolo sulla destra ci si immette sulla via Carriona, dove sono ubicati la fontana della Sirena, la chiesa di S. Maria delle Lacrime, l’ex ospedale di SS. Giacomo e Cristoforo, e la chiesa della Madonna delle Grazie. La via Carriona è l’antica strada percorsa dai carri provenienti dalle cave e lungo tale strada si notano ancora gli edifici degli antichi laboratori. Svoltando nel Viale Potrignano, seguendo le indicazioni per Campocecina, si arriva al Parco Padula, con villa Fabbricotti.

Proseguendo per Via Ghibellina, si giunge alla storica Piazza Alberica, aperta nel secondo Cinquecento da Alberico I sull’area del foro boario, al margine delle mura albericiane, la piazza è cinta da belle case di impronta sei-settecentesca tra le quali si distinguono a sinistra il palazzo delle Logge, la casa natale dello scultore Pietro Tacca (allievo di Gianbologna) e il palazzo dei conti del Medico riccamente ornato in marmo.  Al centro della Piazza sorge la fontana di Pietro Fontana con la statua dedicata a Maria Beatrice d’Este (1824), in stile neoclassico.

Da Piazza Alberica si giunge al Teatro degli Animosi in stile neoclassico, con il vicino monumento a Giuseppe Garibaldi (1899) realizzato da Carlo Nicoli. Il teatro fu costruito nel XIX secolo per volontà di cittadini illustri che decisero di  fondare un’ Accademia e il Teatro con Casinò Civico, vista la temerarietà dell’impresa considerando i tempi e le condizioni di allora, l’ Accademia prese nome “Animosi” e così il teatro che venne costruito con le donazioni dei cittadini più illustri.

Ritornando nella piazza si accede a via Alberica una delle più belle e significative strade, caratterizzata dai bei palazzi ancora ben mantenuti come il palazzo Conti Lucani, il palazzo Fabbricotti e il palazzo detto delle Cariatidi, dalla facciata completamente in marmo.

  Massa   -

Piazza degli Aranci, delimitata da una doppia fila di piante di arancio da cui deriva il nome. Nel centro è stato posto un monumento in marmo costituito da un obelisco, alla base del quale vi sono quattro statue-fontane raffiguaranti leoni, eretta nel 1853 in onore dei duchi Francesco IV e Francesco V di Modena. Nel corso dei secoli, la piazza ha subito importanti cambiamenti, originariamente sul luogo sorgeva l’antica collegiata di S. Pietro che venne demolita nel 1807 per volere di Elisa Napoleone Baciocchi, per dare maggiore risalto al Palazzo Ducale. In seguito all’ultimo conflitto mondiale gli edifici antichi che circondavano la piazza furono abbattuti e i moderni interventi urbanistici cambiarono le sue caratteristiche.
La imponente struttura architettonica del Palazzo Ducale domina la piazza, l’edificio è comunemente chiamato “Palazzo Rosso” per il caratteristico fondo rosso che mette in risalto il bianco del marmo e degli stucchi, attuale sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale che, dal XV al XIX secolo, ospitò i Malaspina.
Sottoposto nei secoli ad una serie di rimaneggiamenti, il nucleo originale del palazzo risale al 1557. Iniziato da Alberico I Cybo come sede di corte trasformando quello che era il casotto di caccia dei Malaspina, l’edificio fu portato a termine dai successori tra la metà del XVII secolo e il 1705 su progetto di Giovan Francesco e Alessandro Bergamini. Al primo è dovuto il notevole ampliamento, 
la realizzazione del cortile a due ordini di logge e della cappella, al secondo la definitiva sistemazione della facciata, il demolito teatro ducale, il ninfeo e il complessivo rinnovamento dell’apparato decorativo. 
In via Alberica, su un lato del Palazzo Ducale, è possibile visitare il Museo Diocesano, il museo ha sede all’interno di uno dei palazzi storici di Massa più significativi del centro, il “palazzino dei cadetti” costruito alla fine del Cinquecento da Alberico I Cybo Malaspina, recentemente
restaurato, subì diverse trasformazioni fino a divenire il palazzo dei primi dieci vescovi diocesani fino al 1970. 
Oggi nelle sale si possano ammirare le opere che meglio rappresentano la storia artistica e religiosa del territorio, tra queste il trittico del pittore Bernardino del Castelletto, il tesoro della Cattedrale, espressioni della devozione popolare realizzate da artigiani e artisti quali Jacopo della Quercia, Felice Palma, Agostino Ghirlanda, Domenico Fiasella.
A breve distanza dalla Piazza degli Aranci, percorrendo via Dante si giunge alla Cattedrale, la moderna facciata (1936) della basilica intitolata ai Ss. Pietro e Francesco, eretta a duomo nell’Ottocento. In origine chiesa conventuale francescana, fu costruita per volontà del marchese Jacopo Malaspina nella metà del XV secolo. Il tempio presenta una struttura ad una sola navata centrale e tre altari laterali, con due interessanti cappelle sul lato destro: la cappella delle Stimmate e quella del SS. Sacramento. Per una porta si scende al sepolcreto Cybo Malaspina e dei vescovi, cappella sotterranea nella quale erano le urne funerarie dei principi e duchi di Massa.
In prossimità del Duomo una piccola fontana cinquecentesca in marmo denominata “Battì del Barile” XVII secolo poco distante si può ammirare l’antico portale del Salvatore.
Scendendo per via Dante si arriva a piazza Palma, da cui si scorge la moderna e vasta chiesa di S. Sebastiano, poco distante, il Teatro Guglielmi, costruito nel1880 per sostituire il piccolo teatro di corte divenuto ormai insufficiente al pubblico. Il teatro fu intitolato al musicista massese Alessandro Guglielmi. La facciata nella parte centrale è caratterizzata da tre arcate che formano un loggiato e due ali laterali, all’interno 
decorazioni in stucco dorato, è strutturato in tre ordini di palchi ed un grande loggione superiore.
Nella zona sud-est, alla confluenza di tre strade che si immettono nel viale Chiesa, si raggiunge la Chiesa della Misericordia, costruita nel 1629 ha mantenuta quasi intatta nel tempo la sua struttura originale. Si presenta con una facciata a quattro colonne che sorreggono un’arcata. 
Molto interessanti sono l’abside e le due cappelle laterali. Costruita in quella che era allora la periferia della città, fra poche case coloniche e orti coltivabili, dovette apparire imponente ai pellegrini che affluivano a visitarla. 

     Provincia  di Massa

   Zoom Sulla strada panoramica che da Montignoso conduce a Strettoia si raggiunge la collina sulla quale sorge il castello Aghinolfi. L’area collinare ha origini antichissime, già abitata dai liguri- apuani , ha sempre avuto un’importante funzione strategica, tanto che nel 1945 diventa il caposaldo nazista sulla linea gotica; il castello sarà liberato dagli americani e dai partigiani con il sacrificio di numerose vite umane. I lavori di restauro del 1997 hanno riportato il castello ad essere un luogo di interesse didattico scientifico. Tra i castelli della Lunigiana è uno dei più antichi e faceva parte del Limes bizantino a confine dei territori longobardi. si ricorda l’importanza della sua posizione lungo uno dei principali snodi viari della storia
(Via Regia, via Aemilio Scauri, via Francigena).
Il castello è stato restaurato nel 1997 grazie ai fondi dell’Unione Europea.

La Cittadella o Fortezza Firmafede fu la prima costruzione militare della città, edificata nel 1249, con la cinta muraria della città, attraverso l’aiuto dei Pisani alleati della città. Nel 1324 Castruccio Castracani fu l’artefice delle aggiuntive modifiche che vi furono fatte, successivamente distrutto dai Fiorentini, sotto la guida diLorenzo de' Medici, durante il 1487 nella cosiddetta "Guerra di Serrezzana". La Cittadella attuale prese forma a partire dai ruderi della precedente costruzione sotto la guida di Lorenzo de' Medici che si avvalse del lavoro dei migliori architetti militari fiorentini dell'epoca.

Durante l'ultima Guerra la Foce del Cinquale fu l'inizio geografico della Linea Gotica sulla quale si fermò per oltre 8 mesi il fronte con terribili devastazioni.
Al termine del conflitto è iniziato lo sviluppo residenziale e turistico che ha portato ai nostri giorni.
 

 
   
 
Ultimo aggiornamento: 18-02-10 .
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